Le città del Tufo
Scavate nella roccia, sospese tra cielo e terra, le città del tufo raccontano una Maremma che viene da lontanissimo
A circa 45 minuti dall’agriturismo si apre uno degli angoli più straordinari e meno conosciuti d’Italia: la Terra del Tufo, un territorio dove la storia etrusca non è conservata nei musei ma è ancora viva nella forma stessa del paesaggio. Pitigliano, Sovana e Sorano sono i tre borghi principali di questa area, ciascuno costruito su uno sperone di tufo — la roccia vulcanica grigia e porosa che caratterizza tutto il territorio — e ciascuno con una storia, un carattere e una bellezza propria.
Venire qui significa fare un salto indietro di tremila anni. Le vie cave etrusche — antichi percorsi rituali e commerciali scavati nel tufo profondo fino a venti metri — attraversano la campagna collegando i borghi come arterie di pietra. I sepolcri etruschi si aprono nella roccia lungo i pendii delle colline. I vicoli medievali salgono e scendono tra case costruite direttamente sulla roccia viva. È un paesaggio che non assomiglia a nessun altro in Italia, e che lascia un segno difficile da dimenticare.
Pitigliano è la più spettacolare delle tre città del tufo — e forse uno dei borghi più straordinari di tutta la Toscana. Arroccata su un enorme sperone di tufo che domina le valli circostanti, la città sembra crescere dalla roccia stessa: le case si alzano direttamente dal promontorio, le cantine e le grotte scavate nel tufo si aprono sotto le abitazioni, e guardando il borgo dal basso si fatica a capire dove finisce la roccia e dove iniziano le costruzioni.
Il centro storico è un labirinto di vicoli stretti e portici, dove la pietra di tufo grigia domina ogni superficie. La cattedrale di Santi Pietro e Paolo si affaccia sulla piazza principale con la sua facciata barocca, e il Palazzo Orsini — costruito dai signori che governarono la città per secoli — ospita oggi un museo con una collezione di reperti etruschi, medievali e rinascimentali di notevole valore.
Ma il cuore più sorprendente di Pitigliano è il suo quartiere ebraico, conosciuto come la Piccola Gerusalemme. La comunità ebraica si insediò qui nel Cinquecento, trovando rifugio sotto la protezione degli Orsini in un periodo in cui le persecuzioni erano diffuse in tutta Europa. Il quartiere conserva ancora oggi la sinagoga, il forno per il pane azzimo, la macelleria kosher e il cimitero ebraico — un insieme di luoghi che racconta una storia di convivenza e cultura straordinaria, unica in Toscana.
Sotto la città si estende un sistema di cunicoli e grotte scavati nel tufo nei secoli, utilizzati come cantine, rifugi e vie di fuga. Una parte di questo sistema sotterraneo è visitabile e regala una delle esperienze più suggestive dell’intera area.
Se Pitigliano colpisce per la sua grandiosità, Sovana sorprende per il suo silenzio. È uno dei borghi più piccoli e raccolti della Maremma — poche centinaia di abitanti, un’unica strada principale, case in pietra di tufo che si affacciano su una piazza dove il tempo sembra essersi fermato. Eppure Sovana custodisce tesori che farebbero invidia a città ben più grandi.
La Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo è uno dei monumenti romanici più belli della Toscana meridionale: costruita tra il X e il XIV secolo, la sua facciata sobria e austera nasconde un interno ricco di capitelli scolpiti, affreschi e un ciborio medievale di straordinaria raffinatezza. La chiesa parrocchiale di Santa Maria, con il suo portico e i suoi affreschi medievali, è un altro gioiello nascosto che vale da solo il viaggio.
Ma il tesoro più grande di Sovana è la sua necropoli etrusca, una delle più ricche e meglio conservate dell’Italia centrale. Le tombe rupestri si aprono nelle pareti di tufo lungo i sentieri che scendono dalla città verso la valle, alcune semplici e austere, altre elaborate con facciate scolpite che imitano l’architettura dei templi. La tomba Ildebranda, con la sua facciata a colonne parzialmente ancora in piedi, è considerata una delle tombe etrusche più imponenti mai scoperte. Camminare tra queste tombe al mattino presto, quando la luce è bassa e la campagna è silenziosa, è una di quelle esperienze che cambiano il modo di guardare la storia.
Sorano è la meno conosciuta delle tre città del tufo, e forse proprio per questo la più autentica. Si aggrappa alla roccia come poche altre città al mondo: le case medievali si arrampicano su un costone di tufo verticale che scende a picco sulla valle del fiume Lente, creando uno skyline medievale che sembra uscito da un romanzo fantasy.
Il borgo medievale è ancora intatto e abitato, con vicoli stretti, scalinate in pietra e archi che collegano le case come ponti sospesi nel vuoto. La Fortezza Orsini domina il paese dall’alto con le sue torri possenti, ed è oggi sede di un museo e di un ostello ricavato nelle antiche sale della fortezza. Sotto il borgo si estende il sistema di grotte e cunicoli più complesso dell’intera area — alcune grotte sono state abitate fino al Novecento, e visitarle è come entrare in un mondo parallelo di pietra e ombra.
Nei dintorni di Sorano si trovano alcune delle vie cave etrusche più belle e meglio conservate di tutta la Maremma: sentieri scavati nel tufo profondi fino a venti metri, stretti e silenziosi, dove la luce arriva a malapena e le pareti di roccia portano ancora i segni degli strumenti etruschi. Percorrerle a piedi è una delle esperienze più emozionanti che questo territorio sa offrire.
Le vie cave sono il filo che unisce tutti e tre i borghi. Sono antichi percorsi rituali, commerciali e difensivi scavati dagli Etruschi nel tufo — probabilmente tra il VI e il II secolo avanti Cristo — che attraversano la campagna collegando i centri abitati, le necropoli e i luoghi di culto. Alcune sono profonde fino a venti metri, strette quanto basta per far passare un carro, con le pareti di roccia che si alzano verticali sui lati e il cielo che appare come una striscia di luce sopra la testa.
Percorrere una via cava è un’esperienza unica: il silenzio è totale, l’umidità della roccia si sente sulla pelle, e ci si rende conto di camminare sugli stessi passi di persone vissute tremila anni fa. Le vie cave più belle e accessibili si trovano nei dintorni di Pitigliano e Sorano, e sono collegate da sentieri segnalati che permettono escursioni di mezza giornata tra i tre borghi.
Le città del tufo si trovano a circa 45 minuti di auto dall’agriturismo, nella parte orientale della Maremma grossetana. Vi consigliamo di dedicare almeno una giornata intera all’itinerario tra i tre borghi, partendo da Pitigliano la mattina, passando per Sovana nel primo pomeriggio e concludendo con Sorano al tramonto, quando la luce arancione sulla roccia di tufo crea uno spettacolo difficile da dimenticare. In autunno il territorio è particolarmente bello, con i boschi colorati e i profumi dei funghi e della vendemmia nell’aria.
